Ultimo aggiornamento il 11 Settembre, 2026 da Padre Romano Zago
La stitichezza, o stipsi è in assoluto uno dei disturbi più diffusi nel mondo.
Nella Medicina Naturale si dice: “la malattia inizia nell’intestino“. Quest’affermazione è molto importante se si pensa che il ristagno di feci nell’intestino alla lunga crea depositi lungo le pareti tali da impedire l’assorbimento di elementi nutritivi fondamentali quali vitamine e minerali, causando l’infiammazione della parete intestinale con presenza di spasmi e dolore, malassorbimento e disturbi nei più disparati distretti organici.
Bisogna aggiungere che buona parte del nostro sistema immunitario si trova nell’intestino ed una stitichezza cronica può causare disordini immunitari predisponendo a malattie acute e a processi cronici e degenerativi.
Per questi motivi la stitichezza non andrebbe mai presa sottogamba.
Quando c’è stitichezza?
Parliamo di stitichezza quando si scarica meno di una volta al giorno. Già andare in bagno una volta ogni 2 o 3 giorni è di fatto stitichezza, poi ci sono casi di stipsi grave ed ostinata dove si può arrivare anche a una scarica ogni 10 giorni, o anche di più.
Quali sono le cause?
Le cause della stitichezza sono generalmente queste:
- cattiva alimentazione;
- sedentarietà;
- abuso di lassativi;
- abuso di antibiotici;
- stress psico-fisico.
Per vincere la stitichezza è dunque fondamentale agire su tutti questi fattori e in particolare sull’alimentazione, che è senza alcun dubbio il fattore più importante.
Alimentazione e stitichezza
Per la stitichezza la dieta è spesso la prima linea d’intervento.
Fibre: la base di tutto
Ci sono due tipi di fibra, con effetti complementari:
- Fibra solubile: la troviamo nei legumi, in alcuni tipi di frutta, come le mele e nei semi di psillio. Forma un gel che ammorbidisce le feci e ne facilita il passaggio. È generalmente la più tollerata e quella con le prove più solide di efficacia sulla stitichezza.
- Fibra insolubile: si trova nelle verdure a foglia e nei cereali integrali. Aumenta il volume delle feci e stimola la motilità intestinale. Va introdotta gradualmente, perché nei soggetti sensibili può peggiorare gonfiore e crampi.
Va detto che oltre a migliorare il transito delle feci, le fibre, sia insolubili che solubili, sono importante perché forniscono cibo al nostro microbioma, cioè ai “batteri buoni” che popolano il nostro intestino.
E dalla salute del nostro microbioma dipende non solo la regolarità intestinale, ma anche molte altre funzionalità del nostro organismo. In primis il buon funzionamento del sistema immunitario.
Acqua
La fibra senza un adeguato apporto di liquidi può peggiorare la stitichezza invece di migliorarla, perché assorbe acqua nell’intestino. Servono almeno 1,5-2 litri al giorno, di più se si aumenta la fibra o si suda molto.
Alimenti utili
- Frutta: prugne (anche secche), kiwi, pere, mele con buccia — le prugne in particolare hanno buone evidenze cliniche specifiche per la stitichezza, grazie al sorbitolo e ai polifenoli che contengono.
- Verdura: soprattutto cotta se l’intestino è sensibile, cruda se ben tollerata.
- Legumi: ottima fonte di fibra solubile, da introdurre gradualmente se si soffre di gonfiore.
- Cereali integrali al posto dei raffinati.
- Semi di lino, chia o psillio: aggiunti all’acqua, contengono dei mucopolisaccaridi in grado di migliorare il transito intestinale e sono tra i rimedi alimentari con maggiori evidenze scientifiche.
Cibi da limitare
- Prodotti industriali e dolci
- Cibi molto raffinati e poveri di fibra (pane bianco, dolci industriali)
- Eccesso di latticini non fermentati in chi li tollera poco
- Alcol in quanto può disidratare
L’Aloe contro la stitichezza
Troviamo indicazioni sull’uso tradizionale dell’Aloe come lassativo nel di Papiro Ebers, ovvero il più antico e completo trattato di medicina dell’antico Egitto, datato 1550 a.C..
Con Dioscoride, I secolo d.C., abbiamo una testimonianza ancora più chiara. Nel De materia medica, descrive l’Aloe e soprattutto il succo ricavato dalla pianta come medicamento utile contro la stitichezza.
Nella letteratura scientifica l’azione lassativa dell’Aloe arborescens è ben documentata fin dagli anni ’90, quando uno studio giapponese ne aveva documentato l’azione lassativa, poi confermata da lavori successivi che la definiscono un “potente agente lassativo”, analogamente ad altre specie del genere Aloe.

Dal punto di vista biochimico, la pianta contiene aloina e aloenina, due composti appartenenti alla famiglia degli antrachinoni, presenti nel lattice della foglia, che si distingue dal gel trasparente per la colorazione giallognola e il forte odore poco gradevole.
L’azione caratteristica degli antrachinoni è di stimolo sulla peristalsi intestinale e quindi lassativa.
Meccanismo d’azione dell’Aloe
Gli antrachinoni è una famiglia di molecole che comprende aloina, aloe-emodina, emodina e senosidi, presenti anche in senna e rabarbaro, sono i principi attivi classicamente usati nei lassativi stimolanti da banco.
Il meccanismo d’azione di queste sostanze, studiato agisce su due fronti a livello del colon:
- Stimolazione della motilità intestinale: gli antrachinoni accelerano il transito intestinale nel colon, riducendo il tempo a disposizione per il riassorbimento di acqua dalle feci.
- Aumento della secrezione di liquidi: a livello cellulare, uno dei bersagli principali è l’inibizione dei canali del cloro (Cl⁻) delle cellule del colon, insieme all’inibizione della pompa Na⁺/K⁺-ATPasi — meccanismi che favoriscono il richiamo di acqua nel lume intestinale, ammorbidendo le feci e facilitandone l’evacuazione.
Il risultato pratico è quello tipico dei lassativi stimolanti: feci più morbide, transito accelerato e maggiore frequenza delle evacuazioni.
Nota importante
L’azione è decisamente più potente se si assumono estratti farmaceutici, che isolano le molecole antrachinoniche per produrre dei veri e propri purganti, venduti come farmaci da banco.
L’utilizzo di questi prodotti, se al principio può conseguire un netto miglioramento del disturbo, nel lungo periodo può portare però a un peggioramento.
L’azione è invece più delicata, ma allo stesso tempo anche più efficace, se la foglia di Aloe viene assunta allo stato naturale, nella sua interezza e nelle modalità descritte più avanti in questo articolo. Questo perché l’Aloe, oltre ai glicosidi antrachinonici, contiene una moltitudine di sostanze benefiche come vitamine, sali minerali, mucillagini, polisaccaridi ed enzimi, che insieme lavorano in sinergia agendo sulla causa della stitichezza e migliorando la funzionalità intestinale nel breve, ma anche e soprattutto nel lungo periodo.
Come assumere l’Aloe?
Il modo migliore di consumare l’Aloe per trattare la stitichezza, è quello di preparare la ricetta nelle modalità descritte da Padre Romano Zago nel suo libro, ovvero frullando 350 g di foglie di Aloe Arborescens, 500g di miele naturale di api non pastorizzato e 3-4 cucchiai di distillato (gin, grappa, vodka, ecc.).
La ricetta di Aloe così preparata può essere assunta 3 volte al giorno, mezz’ora prima dei pasti principali, nelle quantità di un cucchiaio.
Nei primi giorni è facile che si verifichino degli episodi di diarrea. E’ del tutto normale e non bisogna farsi prendere dal panico. Continuando con l’assunzione del frullato nel giro di una settimana, o anche meno, si ripristinerà la normale attività intestinale.
In ogni caso è imperativo migliorare la propria alimentazione, in quanto se non si agisce sulla causa, finito il frullato si tornerà punto a capo.
Dove acquistare la ricetta di Padre Zago
E’ possibile acquistare la ricetta all’Aloe di Padre Romano Zago? Se si dove?
Si, fortunatamente esiste la possibilità di acquistare il frullato già pronto ordinandolo su internet. Infatti ci sono già diverse aziende in Italia che hanno iniziato da qualche anno a coltivare Aloe Arborescens e a produrre frullati per uso terapeutico, utilizzando gli ingredienti e i dosaggi consigliati da Padre Romano Zago.
Tra questi mi sento di consigliare l’acquisto di un prodotto in particolare, realizzato dall’azienda agricola Erbe di Mauro, con sede a Fermo, che oltre ad offrire un prodotto di assoluta qualità, 100% bio, oltre a rispettare tutte i requisiti imposti da Padre Zago (esatta proporzione degli ingredienti, foglie raccolte e lavorate al buio, ecc.), offre in assoluto il prodotto meno caro del mercato.
Aloe arborescens e miele, ricetta originale di Padre Romano Zago 750ml
- Confezione da 750ml
- Prezzo: 37,90 €
- Provenienza: Italia
- Produttore: Erbe di Mauro




