Ultimo aggiornamento il 19 Agosto, 2026 da Padre Romano Zago
L’Aloe Arborescens (Aloe arborescens Miller) è una pianta succulenta originaria dell’Africa meridionale e centrale, appartenente al genere Aloe. È conosciuta da tempo nella tradizione erboristica e viene utilizzata soprattutto per preparazioni a base delle sue foglie.
Negli ultimi decenni l’Aloe Arborescens è stata oggetto di numerosi studi per la presenza di polisaccaridi, antrachinoni e altre sostanze bioattive. Tuttavia, è importante distinguere tra proprietà osservate in laboratorio, possibili effetti biologici e benefici clinicamente dimostrati nell’uomo.
Le foglie dell’Aloe Arborescens rappresentano inoltre l’ingrediente principale della famosa ricetta di Padre Romano Zago, un preparato tradizionale a base di Aloe arborescens, miele e una piccola quantità di distillato alcolico. Padre Romano Zago, frate francescano brasiliano, la rese popolare sostenendo che potesse essere utilizzata per la cura di numerose patologie.
In questo articolo vediamo cosa contiene l’Aloe Arborescens, quali sono i benefici attribuiti alla pianta, quali differenze presenta rispetto all’Aloe Vera, che cos’è l’aloina e quali sono le principali controindicazioni.
Nell’articolo che segue andremo a vedere:
- Che cos’è l’Aloe arborescens
- Composti bioattivi contenuti nell’Aloe arborescens
- Benefici dell’Aloe Arborescens
- Differenza tra Aloe Vera ed Aloe Arborescens
- Controindicazioni
- Dove acquistare le piante ed il succo
1. Che cos’è l’Aloe Arborescens?

L’Aloe arborescens è una specie di aloe succulenta, originaria dell’Africa meridionale, appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae. È parente stretta della più conosciuta Aloe vera, ma sono specie diverse.
E’ una specie di Aloe caratterizzata da foglie allungate e carnose e da una crescita che può assumere un aspetto arbustivo.
Nel periodo che va tra Dicembre e Febbraio, produce dei fiori appariscenti, color rosso-arancio, riuniti in infiorescenze verticali.
È una pianta molto resistente alla siccità e viene coltivata anche come pianta ornamentale.
Leggi anche: Come coltivare l’Aloe arborescens
2. Composti bioattivi dell’Aloe Arborescens
Nell’Aloe arbroescens sono stati identificati numerosi composti bioattivi, presenti nella buccia (parte verde) e nel gel:
| Gruppo | Alcuni composti | Dove si trovano soprattutto |
|---|---|---|
| Antrachinoni | aloina (barbaloina), aloe-emodina | lattice, parte esterna della foglia |
| Polisaccaridi | acemannano, glucomannani | gel interno |
| Cromoni | aloeresina e derivati | foglia/gel |
| Flavonoidi e polifenoli | vari composti fenolici | soprattutto parti esterne |
| Saponine | saponine vegetali | foglia |
| Amminoacidi | diversi amminoacidi essenziali e non essenziali | gel e foglie |
| Vitamine e minerali | vitamina C, vitamina E, carotenoidi, Ca, Mg, K ecc. | gel e foglie |
| Enzimi | diversi enzimi vegetali | gel |
Di questi principi attivi sono particolarmente importanti:
Acemannano
L’acemannano è uno dei principali polisaccaridi presenti nella frazione gelatinosa interna della foglia di Aloe arborescens ed Aloe vera. Si tratta prevalentemente di un polisaccaride costituito da unità di mannosio, la cui struttura e concentrazione possono variare in funzione delle modalità di lavorazione del gel.
L’acemannano è stato oggetto di numerosi studi sperimentali per le sue possibili attività immunomodulanti, antinfiammatorie e di supporto ai processi di riparazione tissutale. Alcune evidenze sperimentali suggeriscono inoltre un’interazione con le cellule del sistema immunitario e con i processi coinvolti nella guarigione delle ferite.
Antrachinoni

Gli antrachinoni sono sostanze presenti negli strati più esterni della foglia, in particolare nella cuticola, e sono concentrati nel lattice di colore giallo.
A questa categoria appartengono sostanze quali l’aloina, l’aloemodina, l’acido aloetico, l’antranolo, l’acido crisofanico, l’acido salicilico e il resistanolo.
Gli antrachinoni svolgono un’azione lassativa, poiché stimolano i movimenti dell’intestino (peristalsi) e richiamano acqua nel lume intestinale.
Sono stati inoltre studiati sperimentalmente per diverse attività biologiche, tra cui quelle antimicrobiche, antinfiammatorie, antiossidanti e citotossiche.
Molecole di natura fenolica
L’Aloe arborescens contiene numerosi composti fenolici, tra cui flavonoidi, cromoni e altri derivati aromatici. Queste molecole possono contribuire all’attività antiossidante degli estratti di aloe, grazie alla capacità di interagire con specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto.
L’attività antiossidante osservata negli estratti vegetali è stata studiata in relazione ai processi di stress ossidativo e danno cellulare.
Enzimi
Il gel di aloe contiene diverse proteine ed enzimi, la cui presenza e concentrazione dipendono dalla varietà, dalla parte della foglia e dai processi di lavorazione.
Tra gli enzimi storicamente associati all’aloe viene citata la bradichinasi, alla quale sono state attribuite attività antinfiammatorie in studi sperimentali. Anche la catalasi, enzima coinvolto nella degradazione del perossido di idrogeno, è stata identificata nella pianta.
Sali minerali
Le foglie di Aloe arborescens contengono diversi minerali e micronutrienti, tra cui calcio, magnesio, potassio, sodio, zinco, ferro, manganese e rame, la cui concentrazione può variare considerevolmente in funzione delle condizioni di coltivazione e della lavorazione della materia prima.
Vitamine
Nell’Aloe arborescens sono state rilevate diverse vitamine e composti correlati, ma è importante precisare che quantità e presenza possono variare in funzione della parte della foglia, della maturazione, delle condizioni di coltivazione e dei processi di estrazione.
Le principali vitamine riportate sono:
- Vitamina C (acido ascorbico): svolge un’importante funzione antiossidante ed è coinvolta nella sintesi del collagene e nel normale funzionamento del sistema immunitario.
- Vitamina E (tocoferoli): comprende composti con attività antiossidante, soprattutto a protezione delle membrane cellulari dall’ossidazione.
- Vitamine del gruppo B: possono essere presenti B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B6 (piridossina) e B9 (folati/acido folico), sebbene le concentrazioni riportate possano essere molto variabili.
- β-carotene e altri carotenoidi: sono pigmenti liposolubili; il β-carotene è un precursore della vitamina A, quindi non è propriamente vitamina A preformata.
- Colina: è un nutriente essenziale spesso incluso negli elenchi dei componenti vitaminici dell’aloe, anche se dal punto di vista biochimico non è classificata come una vitamina.
3. Aloe Arborescens: proprietà e possibili benefici
Le proprietà dell’Aloe arborescens sono state studiate soprattutto per quanto riguarda l’attività antiossidante, antinfiammatoria, immunomodulante e gli effetti sull’apparato gastrointestinale.
Vediamo più nel dettaglio:
Attività antiossidante
Alcuni componenti dell’Aloe arborescens possiedono attività antiossidante in studi sperimentali. Questo significa che possono interagire con processi legati allo stress ossidativo, con particolare riferimento ad aloesina, aloeresina A, aloesone ed altri polifenoli/acidi idrossicinnamici, sostanze che troviamo soprattutto nella buccia, cioè la parte verde della foglia.
Attività antinfiammatoria
Diversi composti dell’Aloe sono stati studiati per le loro possibili proprietà antinfiammatorie. Tra questi spiccano l’aloe-emodina, la barbaloina, l’aloesina, l’aloeresine, i polisaccaridi e i composti fenolici/flavonoidi.
Aloe-emodina è probabilmente il composto più interessante dal punto di vista antinfiammatorio.
È quello per cui esiste una delle evidenze meccanicistiche più convincenti. In modelli di macrofagi, l’aloe-emodina ha ridotto in modo dose-dipendente l’espressione di iNOS e la produzione di ossido nitrico (NO); alla concentrazione più alta testata ha inoltre ridotto COX-2 e PGE₂. Gli autori hanno concluso che l’aloe-emodina potrebbe essere uno dei principali responsabili dell’attività antinfiammatoria dell’Aloe.
Attività lassativa
Alcune preparazioni di Aloe arborescens, tra cui la ricetta di Padre Romano Zago, contenenti antrachinoni possono avere un effetto lassativo. Questo effetto è principalmente associato ai derivati antrachinonici presenti nel lattice della foglia, che possono aiutare a favorire il transito intestinale in caso di stitichezza.
A tal riguardo l’EMA riconosce l’impiego di specifiche preparazioni di Aloe come lassativi per il trattamento a breve termine della stitichezza occasionale.
Attività antibatterica
Interessante è l’azione antibatterica della pianta.
Uno studio del 2023 è particolarmente interessante perché ha studiato direttamente un estratto dell’intera foglia di Aloe arborescens e non semplicemente il genere Aloe.
L’estratto ha mostrato attività antibatterica in vitro contro Staphylococcus aureus, Enterococcus faecalis, Pseudomonas aeruginosa ed Escherichia coli. L’effetto era nettamente maggiore sui Gram-positivi: la MIC era 0,07 mg/mL per S. aureus, mentre per E. coli era 1,13 mg/mL. L’estratto risultava inoltre battericida contro i batteri testati tranne E. coli.
Lo stesso studio è importante perché ha cercato anche di capire come l’estratto danneggiasse i batteri: sono stati osservati
- inibizione della respirazione/metabolismo batterico;
- alterazione dell’integrità della membrana;
- aumento della permeabilità della membrana.
Quindi non si tratta semplicemente di un’osservazione del tipo “il batterio cresce meno”: ci sono indicazioni di un’azione diretta sulla fisiologia della cellula batterica.
Un altro studio ha confrontato succo e gel naturali di Aloe arborescens con prodotti commerciali. Sono state osservate attività contro batteri Gram-positivi e Gram-negativi, compresi Bacillus cereus, E. coli, Pseudomonas aeruginosa e P. fluorescens, anche se l’attività dipendeva molto dalla concentrazione e dalla preparazione dell’estratto.
Ancora più interessante è uno studio del 2021: gli estratti etanolici di Aloe arborescens hanno mostrato attività contro B. cereus, E. coli e P. fluorescens, mentre campioni liofilizzati non mostravano attività nel test di diffusione su disco.
Tra i principi attivi studiati, quelli che sembrano esercitare una marcata attività antibatterica sono gli antrachinoni, in particolare l’aloe-emodina, l’aloina A e la barbaloina.
Attività antivirale
Recentemente sono stati fatti più studi sull’attività antivirale di alcuni estratti di Aloe arborescens.
Uno studio in vitro particolarmente interessante ha testato un estratto acquoso di Aloe arborescens contro diversi virus respiratori. L’estratto ha mostrato una marcata inibizione della replicazione di:
- Influenza A H1N1
- Influenza A H3N2
- Influenza B
- Rhinovirus
- Coxsackievirus
Questo è importante perché dimostra un’attività selettiva, non semplicemente una generica azione citotossica.
Lo studio ha caratterizzato chimicamente l’estratto e ha identificato, tra gli altri componenti, aloenina A, oltre a derivati cromonici, aloe-emodina e altri composti, presenti prevalentemente nella buccia dell’Aloe.
Attività immunomodulante
Studi precinici mostrano che l’Aloe arborescens possiede proprietà immunomodulanti e in questo caso riguardano soprattutto le frazioni polisaccaridiche della foglia, con particolare riferimento ai glucomannani, glicoproteine e composti fenolici.
L’attività modulatoria sembra si concentri sulle cellule dell’immunità innata e adattativa.
Sembra essere soprattutto alcune frazioni polisaccaridiche della foglia, in particolare glucomannani e altri polisaccaridi acetilati.
In particolare l’effetto maggiormento documentato è l‘attivazione dei macrofagi.
I polisaccaridi dell’Aloe arborescens possono aumentare la capacità dei macrofagi di fagocitare particelle e materiale estraneo. In uno studio specifico sulla specie, la frazione polisaccaridica idrosolubile ha mostrato la maggiore attività fagocitica, mentre la frazione polisaccarida solubile in ambiente acido ha aumentato la trasformazione/proliferazione dei linfociti.
Molto interessante è anche la capacità modulatoria dell’Aloe sulle citochine.
Le citochine sono piccole proteine che servono da segnale chimico. Aiutano le cellule del corpo a comunicare tra loro. Guidano la difesa del corpo e gestiscono le infiammazioni
Sono stati isolati dall’ Aloe arborescens polisaccaridi strutturalmente caratterizzati — tra cui glucomannani acetilati — capaci di modulare varie citochine tra cui: IL-12, IL-2, IFN-γ
TNF-α
In particolare, il polisaccaride AAAP6 ha prodotto una marcata stimolazione di IL-12, superiore di oltre 10 volte rispetto al controllo positivo utilizzato nello studio.
Questo è importante perché IL-12 e IFN-γ sono centrali nella risposta immunitaria cellulare, soprattutto nell’attivazione delle cellule NK e dei linfociti T e nella risposta contro alcuni agenti intracellulari.
Attività antifungina
In diversi studi sperimentali l’Aloe arborescens ha mostrato attività antifungina, anche se qui le evidenze sono molto meno numerose e meno solide rispetto a quelle antibatteriche.
Uno studio specificamente dedicato alle specie di Aloe ha testato estratti freschi e secchi di Aloe arborescens, A. vera e altre specie contro:
- Aspergillus niger
- Cladosporium herbarum
- Fusarium moniliforme
Lo studio evidenzia un’attività antifungina degli estratti di Aloe contro questi specifici funghi.
Un altro studio più recente ha confrontato succo e gel naturali di Aloe arborescens con prodotti commerciali, includendo Candida albicans tra i microrganismi testati. Nel test quantitativo, a concentrazioni sufficientemente elevate, i campioni naturali di Aloe arborescens hanno mostrato attività antimicrobica e sono stati riportati effetti di inibizione della crescita di Candida albicans.
Attività cicatrizzante
Ci sono alcuni studi sperimentali che dimostrano l’attività cicatrizzante e di riparazione tissutale dell’Aloe arborescens.
Gli studi suggeriscono un’azione multifattoriale, con effetti su:
- riduzione/modulazione dell’infiammazione;
- proliferazione e differenziamento dei cheratinociti;
- riepitelizzazione;
- proliferazione/migrazione cellulare;
- deposizione di matrice extracellulare e collagene;
- controllo dello stress ossidativo;
- controllo della componente microbica della ferita.
Uno studio pubblicato sul Journal of Ethnopharmacology ha confrontato succo dell’intera foglia di Aloe arborescens e Aloe ferox in un modello di ferita cutanea nel ratto.
Il trattamento topico con Aloe arborescens ha prodotto una riduzione significativa del punteggio di gravità della ferita già nei primi giorni e una migliore evoluzione della lesione rispetto al controllo. Gli autori hanno quindi fornito evidenza sperimentale a favore dell’uso topico della specie Aloe arborescens nella guarigione delle ferite.
La cicatrizzazione sembra essere il risultato della sinergia di più classi di molecole, anche se le molecole più interessanti in questo caso sembrano essere i polisaccaridi dell’Aloe, in particolare glucomannani e glucomannani acetilati, che si trovano nel gel della foglia.
Attività antidiabetica
L’Aloe arborescens è stata studiata per i suoi possibili effetti ipoglicemizzanti, soprattutto in modelli sperimentali e in alcuni piccoli studi sull’uomo.
Questi sono i meccanismi tramite cui l’Aloe arborescens sembra agire:
- Riduzione della glicemia: estratti di Aloe arborescens hanno mostrato, in modelli animali, una diminuzione della glicemia, sia a digiuno sia dopo un carico di glucosio.
- Miglioramento della sensibilità insulinica: alcuni componenti della pianta sembrano favorire l’utilizzo periferico del glucosio e contrastare l’insulino-resistenza.
- Effetti sulla secrezione insulinica: sono stati ipotizzati effetti di stimolazione o di preservazione della funzione delle cellule β pancreatiche, ma questo meccanismo non è stato dimostrato in modo definitivo nell’uomo.
- Attività antiossidante e antinfiammatoria: il diabete di tipo 2 è associato a stress ossidativo e infiammazione cronica. Alcuni composti dell’Aloe possono attenuare questi processi e, indirettamente, contribuire al controllo metabolico.
- Modulazione del metabolismo lipidico: studi sperimentali indicano anche possibili effetti favorevoli su trigliceridi e colesterolo, fattori frequentemente associati alla sindrome metabolica.
L’attività non sembra attribuibile a una singola molecola. Tra i componenti studiati vi sono polisaccaridi, composti fenolici e altri metaboliti presenti soprattutto nelle parti interne della foglia.
In sintesi, l’attività antidiabetica proposta è probabilmente multifattoriale, comprendendo miglioramento della gestione del glucosio, possibile aumento della sensibilità insulinica e azioni antiossidanti/antinfiammatorie.
Attività antitumorale
E’ una delle attività più studiate a livello sperimentale. Aloe-emodina e polisaccaridi hanno mostrato effetti antiproliferativi e immunomodulanti in cellule tumorali e modelli animali.
Lo studio su uomo più interessante è quello condotto dal dott. Paolo Lissoni e collaboratori del 2009, intitolato “A randomized study of chemotherapy versus biochemotherapy with chemotherapy plus Aloe arborescens in patients with metastatic cancer”.
Questo studio ha coinvolto 240 pazienti con tumori solidi metastatici, assegnati a due gruppi:
- chemioterapia da sola: 121 pazienti;
- chemioterapia + preparato orale di Aloe arborescens: 119 pazienti.
L’Aloe arborescens veniva somministrata per via orale alla dose di 10 ml, tre volte al giorno. I tipi di tumore comprendevano polmone, colon-retto, stomaco e pancreas, con schemi chemioterapici diversi a seconda del tumore.
I risultati dello studio
Il gruppo che assumeva Aloe insieme alla chemioterapia presentava, secondo gli autori, risultati migliori per:
- regressione del tumore;
- controllo della malattia;
- sopravvivenza a 3 anni.
Un riepilogo dei dati pubblicati riporta, per esempio, una risposta completa nel 10% del gruppo Aloe + chemioterapia contro il 3% con sola chemioterapia, e una risposta parziale nel 23% contro il 16%. Anche la progressione della malattia risultava meno frequente nel gruppo a cui venne somministrata l’Aloe.
Gli autori interpretarono questi risultati come indicazione che l’Aloe arborescens potesse potenziare l’efficacia della chemioterapia, ipotizzando effetti antiproliferativi, immunostimolanti e antiossidanti.
Le prove cliniche nell’uomo, però, sono ancora insufficienti per considerare l’Aloe un trattamento antitumorale

4. Meglio l’Aloe Vera o l’Aloe Arborescens?
Tra le specie maggiormente conosciute, nel cui gruppo rientra anche la famosa Aloe Vera (Aloe barbadensis), l’Aloe Arborescens è quella con la più alta concentrazione di principi attivi.
Per questo motivo Padre Romano Zago, nei suo libri, consiglia di utilizzare l’Aloe arborescens, per la realizzazione del preparato a base di Aloe, miele e distillato, in quanto secondo il frate sarebbe molto più efficace dal punto vista terapeutico.
Leggi anche: Differenza tra Aloe vera ed Aloe arborescens
5. Ha delle Controindicazioni?
Il succo e gli estratti di Aloe Arborescens , come la maggior parte dei rimedi naturali, possono avere delle controindicazioni e può portare degli effetti collaterali.
Innanzitutto va detto che è assolutamente da evitare per le donne in gravidanza, in quanto l’Aloe produce degli spasmi uterini che possono portare ad aborti spontanei. Tant’è che in passato l’Aloe veniva usata proprio per abortire.
In allattamento i pareri sono discordanti, tant’è che ci sono alcuni naturopati che ne consigliano l’uso in quanto l’Aloe aumenterebbe la produzione di latte materno. In genere però i medici ne sconsigliano il consumo. La regola è sempre quella di consultarsi prima con il proprio medico e con il proprio pediatra.
Il succo della foglia intera è sconsigliato nei casi di colite acuta, diverticolite, colite ulcerosa e morbo di crohn. In questi casi è meglio evitare l’aloina consumando il succo puro di Aloe vera.
Le persone che assumono farmaci cortisonici, diuretici, o glicosidi cardioattivi, prima di assumere il succo d’Aloe dovrebbero consultarsi con il proprio medico curante.
6. Dove comprare le piante e il succo di Aloe Arborescens
DOVE TROVARE LA PIANTA
L’Aloe Arborescens la si trova ormai in qualsiasi garden center, o vivaio. Perfino i supermercati vendono piantine di Aloe, ma bisogna stare molto attenti alla qualità del prodotto, specialmente se l’intento è quello di utilizzare la pianta per la preparazione della ricetta di Padre Romano Zago.
In tal caso sarà di fondamentale importanza ponderare bene l’acquisto. La pianta di Aloe Arborescens dovrà avere almeno 4-5 anni, in modo tale che il contenuto di principi attivi sia alto.
Inoltre, dato che si tratta di un integratore alimentare, la pianta dovrà essere 100% biologica e coltivata in pieno sole, visto che è soprattutto grazie al sole che sviluppa le sue proprietà.
Se non conosci nessuno capace di garantirti requisiti di questo tipo, posso consigliarti l’acquisto delle piante coltivate dall’Azienda agricola Erbe di Mauro. Oltre a garantire una filiera corta (dal produttore direttamente al consumatore) l’azienda agricola coltiva tutte le sue piante in pieno sole, in aperta campagna e con tecniche di coltivazione biologica, senza l’uso di sostanze chimiche come fertilizzanti o pesticidi. Inoltre le piante sono tutte coltivate in Italia, a Fermo.
Puoi acquistare la pianta dal sito, cliccando sul pulsante verde qui sotto:

- Azienda agricola Erbe di Mauro
- Piante coltivate biologicamente, in Italia e in aperta campagna, lontano da zone inquinate;
- Piante di Aloe Arborescens con più di 5 anni di età;
DOVE COMPRARE LA RICETTA DI PADRE ZAGO
Sempre l’azienda agricola Erbe di Mauro, oltre a vendere le piante, produce su ordinazione succhi freschi di Aloe Arborescens, realizzati seguendo tutte le indicazioni di Padre Romano Zago.
Si tratta di un prodotto 100% biologico e naturale, senza conservanti, prodotto utilizzando esclusivamente foglie di Aloe Arborescens, miele biologico e grappa, nei modi e nelle proporzioni consigliate dallo stesso Padre Zago. L’azienda, per chi lo volesse, produce anche succhi nelle versioni senza alcol e nelle versioni concentrata e super-concentrata, con più Aloe e meno miele.
Il succo potete ordinarlo da qui: www.erbedimauro.it/succo-di-aloe
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- Confezione da 750ml
- Prezzo: 37,90 €
- Provenienza: Italia
- Produttore: Erbe di Mauro
Bibliografia scientifica
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