Ultimo aggiornamento il 13 Agosto, 2026 da Padre Romano Zago
Nota importante: questo articolo racconta la testimonianza di Veronica così come riportata dalla fonte originale. La scomparsa delle metastasi descritta nel racconto non dimostra che l’alimentazione, gli integratori o altri rimedi naturali possano curare il cancro. In presenza di una diagnosi oncologica è fondamentale seguire il percorso indicato dagli specialisti e discutere con il proprio medico qualsiasi modifica alla dieta o l’assunzione di integratori.
Questa è la storia di Veronica, raccontata da Gioia Locati sul blog ilGiornale.it.
Metastasi ai polmoni e al fegato: la testimonianza di Veronica
Quella che segue è la storia di Veronica, raccontata all’epoca da Gioia Locati sul blog de ilGiornale.it.
Veronica aveva scoperto un tumore già esteso e, successivamente, aveva sviluppato recidive a carico di altri organi. Dopo 11 cicli di chemioterapia, secondo il racconto, erano ancora presenti quattro metastasi ai polmoni e al fegato.
La donna raccontava di non riuscire più a proseguire con la chemioterapia a causa degli effetti collaterali e delle sue condizioni fisiche:
Non potevo più continuare con la chemioterapia, ero piegata dai dolori e soggetta a crisi convulsive
Racconta lei che ora ha 54 anni e sta bene.
L’oncologia ufficiale non ha dato alternative a Veronica, il protocollo è quello. E lei, che ha due fratelli medici, uno in Messico (ematologo) e uno in Francia (immunologo), ha scelto da sola la sua terapia salvavita, un mix di sana alimentazione e integratori.
“Ma prima di ingerire qualcosa, chiedevo puntualmente il loro parere”. E l’ok è sempre arrivato.
Veronica è violinista. Non ha mai abbandonato il suo lavoro di orchestrale, neppure nei momenti peggiori.
“La musica è la mia vita – dice – Ho scelto di non rinunciare ai concerti, anche quando avrei rischiato di ammalarmi stando in mezzo alla gente perchè avevo le difese immunitarie azzerate dalla chemio”.
Alimentazione e tumore: cosa raccontava Veronica
“Durante la chemio ero ingrassata 15 chili. Per combattere la nausea mangiavo pasta e tanti spuntini con il pane. Ho cominciato a eliminare le farine raffinate e lo zucchero. Non solo: anche carne e latticini.
Sono sempre stata golosa, mettevo due cucchiaini di zucchero nel caffè, ne bevevo tre o quattro, quindi ho tolto gli otto cucchiai di zucchero al dì. Spesso prendevo anche una Coca cola, con la scusa della pressione bassa. Facevo colazione con la brioche. A pranzo mangiavo pasta e la sera, molte volte, una tazza di latte, sempre con brioche. E siccome consumavo poca carne, ero convinta di mangiare bene…”.
Dove o da chi ha appreso che questi sono errori alimentari?
“Soprattutto dagli studi sui cinesi di Colin Campbell (The China Study) e dai testi di David Schreiber, lo psichiatra e neuroscienziato francese vissuto 19 anni con un tumore al cervello, autore dei libri Guarire e Anticancro.
Tutti i libri e le ricerche sull’alimentazione concordano su questi punti. Ho quasi eliminato le proteine animali, ogni tanto il pesce azzurro o pochissima carne usata come condimento. Ho sostituito la pasta bianca con grandi piatti di riso e quinoa. Preparo il pane in casa (uso la macchina che impasta e cuoce) con farine biologiche e integrali al 100%, alterno avena, grano, segale. Vi aggiungo semi, lino, zucca o girasole”.
La colazione
“Trenta minuti prima di mangiare prendo l’ascorbato di potassio, adatto a contrastare l’acidità del corpo che è il terreno fertile del cancro.
Poi inizio con una tazza di tè verde. Quindi caffè e latte vegetale (avena, farro, miglio, mandorle, riso), sul pane spalmo marmellata biologica senza zucchero o miele di agave che ha il pregio di non alzare la glicemia. Poi tanta frutta secca, noci, nocciole, anacardi.
A metà mattina bevo un litro di centrifugato (sedano, finocchio, carote, frutta, quello che ho, con aggiunta di zenzero, potente anti-infiammatorio), un giorno vi aggiungo una bustina di glutatione in polvere (catena di aminoacidi antiossidanti), un altro il succo di aloe, o le bacche di goji”.
Il pranzo?
“Cerco di variare il più possibile i cereali, quasi mai la pasta bianca. Condisco i piatti come farei con la pastasciutta, pomodoro, verdure o erbette e spezie. Provo a inserire la curcuma dappertutto. Da messicana cucino volentieri fagioli e tortillas di mais. Tutti i giorni un’insalata di verdure crude e semi”
La cena?
“Zuppe di legumi, minestroni, passati, tortini di verdure o il latte. Ma, quest’ultimo, solo vegetale e con cereali non zuccherati industrialmente: fiocchi d’avena con un po’ di miele d’agave e cannella”.
La scomparsa delle metastasi ai polmoni e al fegato
In questo modo le sono scomparse 4 metastasi ai polmoni e al fegato? Dopo quanto tempo?
“Le metastasi sono sparite completamente dopo un anno di alimentazione sana. Ma, come dicono i medici, non si può sapere se questo è stato l’effetto ritardato della chemio o un miracolo. Colin Campbell (l’autore di The Cina Study) ha una spiegazione scientifica: per lui sono riuscita ad affamare le cellule del mio cancro e a impedirne la proliferazione”.
Ma cosa le ha detto l’oncologa, quando, dopo un anno, ha visto che ecografie e Tac non mostravano più segni del tumore?
“Prima mi ha chiesto se avessi seguito qualche cura, poi, quando le ho detto che ho stravolto il modo di mangiare e inserito un paio di integratori, mi ha guardato come avrebbe fatto con una bambina che crede alle favole”.
Però le ha detto che la favola non è vera.
“Sì. Prima ha detto che l’alimentazione non c’entra. Poi ha aggiunto che ‘nessuno ha la verità assoluta’”.
La storia di Veronica e l’importanza di distinguere testimonianza e prova scientifica
La vicenda raccontata in questo articolo può essere interessante come storia personale di cambiamento dello stile di vita, ma non deve essere interpretata come dimostrazione che l’alimentazione o gli integratori possano curare le metastasi.
In particolare, chi affronta un tumore metastatico non dovrebbe interrompere o modificare autonomamente una terapia prescritta né sostituire i trattamenti oncologici con una dieta o con integratori.
Prima di assumere prodotti come estratti vegetali, antiossidanti o integratori durante una terapia oncologica è inoltre opportuno parlarne con il proprio oncologo, perché alcune sostanze possono avere interazioni con i farmaci.
Fonte
La testimonianza originale di Veronica è stata pubblicata da Gioia Locati sul blog de ilGiornale.it e successivamente ripresa nel presente articolo.





