Ultimo aggiornamento il 11 Agosto, 2026 da Padre Romano Zago
Giovanni Agnello, 83 anni, di Ragusa, ha raccontato pubblicamente la propria esperienza dopo anni di lotta contro il cancro e una diagnosi di metastasi polmonari.
Secondo la testimonianza della figlia Maria, biologa nutrizionista, nel 2014 Giovanni si trovava in una situazione clinica particolarmente complessa. Dopo aver affrontato diversi trattamenti oncologici e aver raggiunto una condizione di forte debilitazione, la famiglia decise di modificare in modo significativo la sua alimentazione, orientandola verso una dieta completamente vegetale e integrale.
A questo percorso furono associati succhi verdi e preparati a base di funghi, secondo quanto raccontato dalla figlia.
Circa nove mesi dopo, una nuova TAC avrebbe evidenziato una regressione di circa il 90% della massa tumorale. La famiglia interpretò il risultato come un evento straordinario e iniziò a chiedersi quale ruolo potessero avere avuto l’alimentazione e gli altri elementi introdotti nel percorso di Giovanni.
Nota importante: questa pagina riporta una testimonianza personale. La regressione descritta dagli esami diagnostici non dimostra che la dieta vegetale, i succhi verdi, i funghi o altri prodotti naturali abbiano causato il miglioramento. Nel percorso di Giovanni erano presenti anche precedenti trattamenti oncologici, tra cui radioterapia e altre terapie. La testimonianza non costituisce una cura o una raccomandazione terapeutica per il cancro.
La diagnosi e le metastasi polmonari
La storia oncologica di Giovanni era iniziata molti anni prima.
Nel 1972 era stato sottoposto a un intervento chirurgico durante il quale gli era stato asportato il rene destro a causa di un carcinoma.
Per molti anni la situazione era rimasta stabile, fino alla comparsa di nuovi problemi respiratori che portarono alla scoperta di una recidiva tumorale a livello polmonare.
Nel novembre 2013 una TAC descrisse una situazione particolarmente grave, con una malattia metastatica a livello polmonare e un possibile interessamento della colonna vertebrale e del canale midollare.
Le condizioni fisiche di Giovanni erano nel frattempo peggiorate sensibilmente. Secondo il racconto della figlia, arrivò a rimanere a letto per quasi due mesi, con una forte limitazione dei movimenti e il rischio di complicazioni neurologiche.
Una situazione clinica complessa
A causa delle condizioni generali del paziente, le possibilità terapeutiche erano diventate più limitate.
Secondo la testimonianza della famiglia, l’oncologo aveva valutato una terapia oncologica particolarmente impegnativa, ritenendola troppo invalidante per un paziente già fortemente debilitato.
Giovanni ricevette quindi anche una radioterapia mirata alla colonna vertebrale, con l’obiettivo di intervenire sulle lesioni vertebrali e rallentare la progressione della malattia.
Fu in questo periodo che la moglie e la figlia decisero di concentrarsi anche sull’alimentazione e sul sostegno generale alle condizioni fisiche di Giovanni.
Il cambiamento dell’alimentazione
La principale modifica introdotta nel percorso raccontato dalla famiglia riguardò l’alimentazione.
Giovanni aveva già seguito per alcuni anni un’alimentazione prevalentemente vegetale, limitando gli alimenti di origine animale. Nel febbraio 2014, tuttavia, la dieta venne resa ancora più rigorosa.
La famiglia decise di adottare un’alimentazione completamente vegetale e integrale, eliminando anche gli alimenti di origine animale che erano rimasti nella sua dieta.
Il modello alimentare veniva ispirato, secondo il racconto di Maria, anche dagli studi e dalle pubblicazioni sull’alimentazione vegetale e integrale.
Succhi verdi e alimentazione vegetale
Un altro elemento introdotto nel percorso furono i succhi verdi, preparati con frutta e verdura e consumati tra i pasti.
Maria racconta che inizialmente il padre non era particolarmente favorevole a bere questi preparati e che la madre doveva spesso convincerlo ad assumerli.
L’obiettivo della famiglia, in quel momento, non era necessariamente ottenere una guarigione, ma cercare di migliorare il benessere generale di Giovanni e sostenerlo durante una fase particolarmente difficile della malattia.
Il ruolo della micoterapia
Parallelamente all’alimentazione, Maria racconta di aver utilizzato anche funghi medicinali, nell’ambito di un approccio che definisce micoterapia.
Secondo la sua esperienza professionale e personale, i preparati a base di funghi venivano scelti e adattati alle condizioni fisiche del padre e al suo percorso oncologico.
Anche in questo caso è importante distinguere tra il racconto personale e le evidenze scientifiche: l’utilizzo di funghi o derivati fungini come supporto durante una malattia oncologica deve essere valutato con un professionista sanitario, soprattutto per il possibile rischio di interazioni con farmaci e trattamenti.
La TAC dopo il cambiamento dell’alimentazione
Dopo diversi mesi dall’introduzione del nuovo regime alimentare, Giovanni fu sottoposto a una nuova TAC.
L’esame, effettuato nell’ottobre 2014, produsse un risultato che la famiglia non si aspettava.
Secondo quanto riportato nel referto citato nell’intervista, si registrava una regressione di circa il 90% della massa tumorale.
La figlia Maria racconta di essere rimasta sorpresa dal risultato. L’obiettivo iniziale della TAC era semplicemente verificare l’evoluzione della malattia e capire se il tumore fosse rimasto stabile o avesse continuato a progredire.
La regressione osservata fu invece molto più significativa di quanto la famiglia si aspettasse.
Le immagini della TAC
La documentazione diagnostica relativa alle TAC viene presentata nell’articolo come testimonianza dell’evoluzione della malattia.
È però fondamentale che TAC e referti vengano interpretati da medici specialisti, considerando la storia clinica completa del paziente.
Una regressione radiologica, inoltre, non consente da sola di stabilire quale elemento del percorso abbia determinato il risultato.
Cosa dissero i medici?
Dopo aver ricevuto il nuovo referto, Maria si rivolse a un’oncologa ricercatrice per chiedere una valutazione del risultato.
La sua principale preoccupazione era che la malattia potesse essersi ridotta a livello polmonare ma essere comparsa in un’altra zona dell’organismo, soprattutto considerando il precedente interessamento della colonna vertebrale.
Secondo il racconto di Maria, anche la valutazione medica successiva confermò la significativa regressione descritta dagli esami.
Per la famiglia fu un momento di grande speranza.
Quale ruolo ebbero alimentazione e micoterapia?
La domanda centrale della testimonianza rimane: che cosa può aver contribuito alla regressione della malattia?
Maria stessa riconosce di non poter attribuire con certezza il risultato a un singolo elemento.
Nel percorso di Giovanni erano infatti presenti diversi fattori:
- precedenti trattamenti oncologici;
- radioterapia mirata;
- cambiamento dell’alimentazione;
- dieta vegetale e integrale;
- consumo di succhi verdi;
- utilizzo di preparati a base di funghi;
- condizioni individuali del paziente;
- evoluzione naturale della malattia.
Per questo motivo, parlare di una relazione diretta tra dieta e regressione delle metastasi polmonari sarebbe scientificamente scorretto sulla base di un singolo caso.
La stessa Maria, nell’intervista, sottolinea la necessità di studiare, approfondire e verificare scientificamente questi fenomeni.
La testimonianza di Maria Agnello

Cosa dicono i medici?
“Sono corsa da loro, ovviamente. L’ultima TAC è del 20 ottobre 2014 e appena abbiamo avuto il referto mi sono rivolta ad una oncologa ricercatrice per sentire la sua opinione. La paura istintiva era che il tumore potesse essere sparito dai polmoni ma iniziato da qualche altra parte. La TAC di un anno fa infatti indicava una possibile invasione del canale midollare con tutte le conseguenze devastanti di una tale situazione. Invece il responso medico è stato eccezionale: signora, mi ha detto, suo padre può morire di tutto, ma certo non di cancro. Sono le parole che ogni figlio sogna di sentirsi dire da un oncologo”
Cosa ha creato l’inversione di marcia del tumore? Come si è espresso l’oncologo su questo punto?
“Un miracolo. Che siano stati i funghi, l’alimentazione vegetale e integrale meticolosa che da febbraio di quest’anno mio padre ha seguito o l’intervento del Padre Eterno non si sa con esattezza. Ciò che conta è che tutto questo ha funzionato. L’unica cosa che so, da biologa e studiosa, è che ora bisogna approfondire e verificare se davvero un cambio alimentare unito alla micoterapia (un libro per saperne di più sulla Micoterapia) e altri piccoli accorgimenti possano fare la differenza anche per altri pazienti. Una rondine non fa mai primavera. Ma nemmeno va trascurata. Soprattutto se riporta effetti così evidenti e inconfutabili.”
Quando dici alimentazione meticolosa cosa intendi?
“Mio padre seguiva una alimentazione vegetale e integrale già da qualche anno, dopo la diagnosi di metastasi al polmone sinistro. Nel 1972 era stato operato e gli avevano tolto il rene destro per un carcinoma grande come una arancia.
Per 38 anni tutto è andato bene, fino a quando a causa di un problema respiratorio ci si è accorti della recidiva polmonare insorta decisamente in là nel tempo. Il cambio alimentare (poche proteine animali, solo pesce e poca carne bianca) e l’utilizzo di funghi che gli somministravo adattandoli al suo stato fisico, al bisogno di supporto durante le chemioterapie e alle necessità che di volta in volta si presentavano, gli hanno consentito di affrontare gli ultimi 3-4 anni in modo abbastanza controllato.
Un anno fa tuttavia c’è stato il tracollo. La TAC del novembre 2013 evidenziava un’avanzata ormai inarrestabile del tumore che aveva intaccato il polmone destro e anche la IV e V vertebra dorsale, invadendo il canale midollare. Insomma un brutto epilogo che ha costretto mio padre a letto immobile per quasi due mesi, rischiando la paralisi.
In febbraio, stanche e affrante di vederlo soffrire in questo modo senza avere di fatto altre possibilità di cure (gli è stata prescritta solo una radioterapia mirata alle vertebre per rallentare l’avanzata del tumore), io e mia madre ci siamo messe d’impegno. Gli abbiamo fatto seguire una dieta totalmente vegetale e integrale, come quella consigliata dal prof. Colin Campbell nei suoi studi (vedi The Cina Study), eliminando anche quel poco di alimenti di origine animale che si era tenuto stretti.
Gli abbiamo somministrato dei succhi verdi, intramezzati tra i pasti. E ho continuato a sostenere il suo stato fisico con l’ausilio dei funghi. Era un tentativo di addolcirgli la vita che gli rimaneva, di dargli un po’ di forze e di togliergli se possibile qualche disturbo.”
Speravi in una guarigione?
“La speranza è sempre l’ultima a morire. Ma mai mi sarei aspettata un risultato così potente di guarigione. Quando ho richiesto la TAC ad ottobre 2014 era per controllare il tumore: pensavo o meglio speravo si fosse rallentato o magari leggermente regredito. Ma addirittura sparito, questo no. Non l’avrei mai immaginato. E si che ci lavoro e ci credo da anni su questi argomenti…”
Dici che siano stati i funghi? O l’alimentazione?
“Onestamente non posso affermare con assoluta certezza quale elemento abbia fatto la differenza. Quel che certo è che l’unica cosa che è stata cambiata nella sua terapia è stata l’alimentazione che si è fatta più rigorosa e dettagliata.
Personalmente sono convinta che sia stato un insieme di circostanze, il lavoro antinfiammatorio e di modulazione del cortisolo svolto dai cibi uniti ai funghi che ne hanno supportato il lavoro, operando in un fisico che ha saputo reagire e graziarsi degli strumenti messi in campo.
E con strumenti non escludo la cura antioncogenesi dei mesi precedenti e la radioterapia mirata. Questo risultato tuttavia mi fa dire che siamo sulla strada giusta: qualcosa c’è che possiamo fare con l’alimentazione e con la giusta integrazione naturale. Ora è giunto il momento di rimboccarsi le maniche, studiare, approfondire, analizzare e verificare con dettaglio e precisione affinché la scienza e la conoscenza su questi argomenti vadano avanti”.
Ecco il referto
Di seguito viene riportata la documentazione diagnostica citata nella testimonianza, relativa agli esami effettuati prima e dopo il cambiamento del percorso seguito da Giovanni.
La valutazione di immagini e referti medici deve essere affidata esclusivamente a professionisti sanitari qualificati.
Nota importante
Questa pagina ha finalità informative e testimoniali.
La storia di Giovanni non dimostra che una dieta vegetale, i succhi verdi, la micoterapia o altri prodotti naturali possano curare il cancro o far regredire le metastasi.
Non interrompere, modificare o sostituire una terapia oncologica prescritta dal proprio medico sulla base di questa testimonianza.
Prima di introdurre integratori, funghi medicinali, estratti vegetali o altri prodotti durante un percorso oncologico è importante parlarne con il proprio oncologo, perché possono esistere controindicazioni e interazioni con farmaci e trattamenti.
La testimonianza di Giovanni rappresenta un’esperienza individuale e non costituisce una raccomandazione terapeutica.
Il video
Fonte: niclapress.com





