Habitat dell’Aloe Arborescens

L’Aloe Arborescens è una pianta succulenta della famiglia delle Aloacee nativa dell’Africa, del sud America, del bacino del mediterraneo e di gran parte della zona Mediorientale. E’ una pianta che predilige climi miti, o caldi, mentre non ama particolarmente il freddo. Le temperature ideali, per una buona crescita della pianta, sono intorno ai 20-24°C.

aloe arborescens annaffiature
Va detto che, tra le oltre 350 specie di Aloe, l’Aloe Arborescens è quella che si adatta meglio alle nostre temperature. Riesce a resistere bene alle gelate notturne, superando senza problemi temperature anche di qualche grado sotto lo zero.

L’Aloe Arborescens può essere coltivata tranquillamente a terra, sul vostro giardino, se abitate al Sud Italia, o nelle zone costiere del Centro-Nord, dove le temperature invernali non sono molto rigide. Nelle regioni del Nord e in generale nelle zone montane, è invece consigliata una coltivazione su vaso, in modo da poter portare la pianta al riparo durante i mesi più freddi.

Sia a terra, che in vaso, l’Aloe Arborescens ama l’esposizione in pieno sole. Studi scientifici dimostrano che la quantità di gel, la grandezza della pianta e la lunghezza delle foglie sono direttamente proporzionali alla quantità di luce solare ricevute dalla pianta nell’arco della sua vita.

Annaffiature

annaffiare l'aloeL’Aloe Arborescens, similmente a molte altre succulente, tollera molto bene la siccità, mentre non tollera in alcun modo i ristagni idrici.

Per cui sconsiglio sempre l’uso del sottovaso.
Infatti nei loro habitat naturali le Aloe crescono sempre nei pendii ben drenati e difficilmente a fondo valle, o nei luoghi dove potrebbero esserci dei ristagni d’acqua.

Nei periodi più caldi dell’estate l’Aloe Arborescens va annaffiata con una certa costanza, anche 1-2 volte a settimana, avendo cura di non bagnare le foglie. In questo modo si evita che l’acqua possa depositarsi tra una foglia e l’altra, con il pericolo della formazione di pericolosi marciumi.

Quindi si annaffia abbondantemente e si lascia asciugare il terreno fino alla prossima irrigazione.

Al sopraggiungere dell’autunno e ancora di più dell’inverno le annaffiature dell’Aloe vanno via via diminuite, fino alla totale sospensione per tutto l’inverno. Con la primavera si riprendono gradatamente le annaffiature.

Qualora l’Aloe Arborescens venga coltivata per scopi terapeutici è bene non irrigare 7-8 giorni prima della raccolta affinchè i principi attivi siano più concentrati.

Tipo di terreno

L’Aloe Arborescens predilige un terreno ben drenato, dove l’acqua possa scorrere senza creare ristagni. Sono piante che non hanno particolari esigenze in fatto di terreni.

L’ideale è un terreno misto con tre parti di sabbia di fiume e uno di terriccio universale, più l’aggiunta di materiale drenante, come pietra pomice, o lapillo vulcanico.

In fondo al vaso, o alla buca del terreno qual’ora vogliate piantare l’Aloe in terra, abbiate sempre cura di depositare due dita di argilla espansa, o di pezzi di coccio, o della normalissima ghiaia. E’ un modo semplice per migliorare il drenaggio dell’acqua ed evitare i marciumi radicali di cui vi parlavo.

Rinvaso

rinvasare l'aloeIl rinvaso dell’Aloe Arborescens va effettuato ogni anno, in primavera, aumentando via via le dimensioni del vaso.

Non avendo un apparato radicale molto profondo, è meglio optare per un vaso più largo che profondo e con adeguati fori di drenaggio visto che, come ho già più volte ripetuto, l’Aloe non ama assolutamente i ristagni idrici

Concimazione

L’Aloe Arborescens non necessita di concimazioni. In ogni caso, se proprio la si vuole concimare, questa operazione va fatta una volta al mese, a partire dall’inizio della primavera, fino alla fine del periodo estivo.

Dato che utilizzeremo le foglie per la preparazione del frullato anti-cancro di Padre Romano Zago, sconsiglio totalmente l’utilizzo di fertilizzanti chimici. Molto meglio optare per preparati naturali fatti in casa, come il comune macerato di ortica, o di equiseto, che apportano sostanze nutrienti come azoto, potassio e fosforo, senza intaccare il terreno con sostanze tossiche, sia per la pianta che per l’uomo.

Potatura

L’Aloe non si pota. Basta semplicemente eliminate le foglie basali che nel tempo si disseccano, per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
E’ molto importante che l’attrezzo utilizzato per il taglio, sia pulito e disinfettato su fiamma, per evitare di infettare i tessuti interni.

Moltiplicazione

moltiplicazione dell'aloe arborescens per pollone o taleaL’Aloe Arborescens, ma anche le altre specie di Aloe, di possono riprodurre per seme, o per talea (polloni, o più semplicemente “figlioletti”). Essendo piante autosterili, vale a dire che i fiori maschili e femminili della stessa pianta non possono incrociarsi tra loro o con piante della stessa varietà, occorrono piante di diverse varietà di Aloe per poter ottenere dei semi fertili.

La moltiplicazione dell’Aloe tramite talea è certamente il modo più semplice e più veloce. La talea non è altro che un “ramo”, che va staccato dalla pianta madre con un talgio netto, o semplicemente sradicandolo con le mani, se la talea non è molto grande.

E’ un operazione da fare in primavera. Si prelevano dalla base della pianta di Aloe Arborescens i polloni che normalmente si formano. Vanno recisi con un coltello affilato, pulito e disinfettato e lasciati in un luogo ombreggiato e arieggiato per una settimana per favorire la fuoriuscita del lattice che impedirebbe la radicazione.

Dopo di che è succificiente piantare la talea in un terreno formato da sabbia di fiume e un po’ di terriccio (il rapporto 3:1 è ottimale). La talea di Aloe Arborescens non necessita di polvere radicale. E’ una pianta che radica con estrema facilità, una volta posta a terra basterà aspettare, bagnando il terreno il meno possibile. Il tempo di radicamento varia da 2-3 a diversi mesi, a seconda delle condizioni climatiche.

Non appena avranno attecchito può essere rinvasata e trattata come le piante adulte di aloe.

Parassiti e Malattie

  • Foglie con perdita di screziature
    Se le foglie di aloe presentano questo sintomo e diventano completamente verdi, vuol dire che l’illuminazione è scarsa.
    Rimedi: bisogna spostare la pianta in un luogo più luminoso.
  • Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marrone
    Successivamente a queste manifestazioni le foglie si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probabilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.
    Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente utilizzare insetticidi naturali fatti in casa (mai chimici) a base di aglio, o utilizzando il sempre efficace olio di neem. E’ un olio estratto a freddo dalla macinazione dei semi della pianta di Neem, con proprietà antivirali, antibatteriche, antiparassitarie, antisettiche ed antifungine e repulsive nei confronti di molti tipi di insetti e parassiti, tra cui anche il ragnetto rosso.

Infine, se la pianta di Aloe non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che l’aloe  va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Dove acquistare le piante?

La piante di Aloe Arborescens ormai è diventata abbastanza semplice da reperire, sia nei vivai che nei garden center. Occhio però a non confonderti con l’Aloe Vera o peggio ancora con una pianta di Agave. Per capire come distinguere le diverse specie di Aloe, ti consiglio la lettura di questo articolo: Come riconoscere l’Aloe Arborescens

Se intendi utilizzare le foglie di Aloe per la preparazione della ricetta salutare di Padre Romano Zago, è molto importante che la pianta abbia almeno 4 anni d’età, che sia stata coltivata al sole, lontano da fonti di inquinamento e biologicamente, cioè senza l’uso di pesticidi o fertilizzanti chimici.

Se non riesci a trovare un vivaio, o un’azienda agricola che rispetti questi requisiti, che ripeto, sono fondamentali perché la ricetta di Padre Zago abbia effetto, posso consigliarti l’acquisto delle piante coltivate dall’Azienda Agricola Mauro Vallesi. Se preferisci l’azienda vende anche le foglie sfuse, cioè staccate dalla pianta all’ordine e consegnate al cliente tramite posta nel giro di un giorno, massimo due.

Puoi acquistare la pianta dal sito, cliccando sul pulsante verde qui sotto:

piante di aloe erbedimauro

  • Azienda agricola Mauro Vallesi
  • Piante coltivate biologicamente, in Italia e in aperta campagna, lontano da zone inquinate;
  • Piante di Aloe Arborescens con più di 5 anni di età;

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