Negli ultimi anni sono stati numerosi gli studi per trovare una soluzione a uno dei peggiori mali del nostro secolo: l’AIDS.

Negli Stati Uniti e nel Canada, alcuni gruppi di ricercatori, hanno scoperto che l’Aloe contiene sostanze capaci di migliorare le difese immunitarie dell’organismo umano.

Fu dott. Bill Mc Analley che nel 1985 il isolò la Carrisina (Carrysin), un polisaccaride contenuto nell’Aloe; nel 1987 condusse degli studi insieme ad un patologo, il dott. Reg. Mc Daniel, al termine dei quali fornirono prove cliniche in grado di dimostrare che la Carrisina poteva rinforzare il sistema immunitario degli ammalati di AIDS e arginare la progressione dell’HIV.

La Carrisina, inoltre, sarebbe priva di effetti collaterali, contrariamente all’AZT, unico medicinale a disposizione nell’87 capace di prolungare la vita di tali pazienti. L’AZT attacca i reni, provoca l’anemia, scatena una depressione del midollo osseo, riducendo la produzione dei globuli bianchi e rossi, e con il tempo perde di efficacia contro il virus.

McDaniel e aloe arborescens

dott. Mc Daniel

Secondo il dottor Reg. Mc Daniel, infezioni connesse al virus dell’AIDS furono controllate o eliminate mediante iniezioni sottocutanee a base di concentrazioni di Carrisina ed Acemannano, entrambe sostanze contenute nell’Aloe. Egli sostiene che l’Aloe è in grado di rafforzare il sistema immunitario dei malati di AIDS e di bloccare il virus dell’immunodeficienza umana senza effetti collaterali.

Test clinici anche sull’uomo

Furono condotti studi presso il Centro Medico di Dallas-Fort Worth, Grand Praie in Texas e portarono ad eccellenti risultati, in quanto nella maggior parte dei test l’Aloe aveva impedito lo sviluppo della malattia.

Il dottor Mc Daniel somministrò un grammo al giorno della droga per tre mesi a 17 malati di AIDS; dopo questo periodo sei malati in fase avanzata avevano riscontrato un miglioramento del 20% dei sintomi, mentre il resto dei pazienti, la cui malattia era in fase meno avanzata, un miglioramento del 70%.

Inoltre, sintomi spesso connessi all’infezione da HIV, quali febbre, manifestazioni di sudore notturno, diarrea ed infezioni generiche, sono state ridotte e si sono verificati dei significativi miglioramenti.

La massa di eritrociti è aumentata, tranne in un paziente, ed in dodici casi si è anche avuto un leggero aumento di globuli bianchi dopo la cura.

Nessun effetto tossico è stato riscontrato sui pazienti che hanno ricevuto la droga sperimentale.

Gli studi del dott. Terry Pulse

Esperimenti condotti dal dott. Terry Pulse, del medesimo centro, che ha utilizzato il succo di Aloe stabilizzato al posto della droga, hanno dato altri riscontri positivi: l’81% dei malati, in fase terminale, ha recuperato le energie, essendo scomparsi quasi del tutto i sintomi collaterali.

In un’articolo di Irwin Frank, sul Dallas Times Herald, cita il dott. Terry Pulse riportando alcuni interessanti informazioni dell’esperimento da lui condotto.

Sono state somministrate oralmente, ogni giorno, a 69 malati di AIDS, 580 g di succo d’Aloe Vera stabilizzato.

Stando all’articolo, Pulse riferisce che i malati, trattati con la droga, venivano classificati come quelli che “mai avrebbero avuto dei miglioramenti ne si sarebbero ristabiliti“, ma che seguendo la cura sarebbero stati in grado di “riprendere il lavoro normale“.

L’articolo ha citato le parole del dott. Terry Pulse, secondo cui questi malati hanno ricuperato le loro energie, essendo scomparsi quasi completamente i sintomi e questo è successo nell’81% dei malati sottoposti al trattamento.

Aggiunge che tali pazienti con il virus dell’AIDS, che non hanno manifestato nessun sintomo della malattia, non ne hanno manifestati mentre assumevano il succo stabilizzato di Aloe Vera.
Prima un paziente assume la droga, prima si ristabilirà“, afferma Pulse.

aloe vera contro l'aidsI suoi pazienti hanno assunto 580 g del liquido ogni giorno, “e li ho mantenuti in vita così per tanto tempo. Ne ho mantenuto alcuni per più di due anni“. “Abbiamo avuto dei morti“, continua lui, “ma la morte di questi pazienti può essere attribuita alla chemioterapia per cancro alla pelle o altro, oppure all’assunzione di altre droghe in combinazione che hanno paralizzato il loro sistema immunitario, come l’ AZT“.

Quando abbiamo chiesto quale significato potessero avere i suoi studi e il suo trattamento per la cura o la guarigione dell’ AIDS, Pulse ha risposto: “Dimostrano che finche non ci sarà un proiettile magico, questa soluzione è provvisoria e allunga la vita ai malati di Aids“.

[Studio in lingua Inglese del dott. Terry Pulse – Journal of Advancement in Medicine]

E’ importante ribadire che in tutti questi casi non ci sono stati esempi di guarigione completa, in altre parole una cura a base di aloe non guarisce né elimina il virus HIV, ma è un trattamento molto efficace per impedire che questo si espanda, fatto estremamente positivo, soprattutto a fronte delle previsioni tragiche che riguardano i prossimi anni.

Queste e molte altre informazioni sono state riportate anche nel libro di Padre Romano Zago, “Di Cancro si può guarire“.

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